Il Triathlon… Che dire?

Il Triathlon è uno sport tanto semplice quanto (estremamente) complesso. Con il suo “circo” le sue regole simili agli altri sport ma diverse. Il rito della gara. La zona cambio, il pacco gara, chi organizza? La FITRI. Bardolino Dante Armanini, Peschiera, Zurma e Santini, Lido delle nazioni r Paolo. E i giudici?

Ma andiamo per gradi…

Cos’è il Triathlon

Il triathlon è uno sport che accomuna mette assieme incorpora ed ingloba le tre discipline che di fatto sono il sistema più o meno semplice di locomozione umano. Due naturali ed una grazie ad un mezzo meccanico che è ovviamente la bicicletta.

Seppure con un certo fattore correttivo si tratta di nuotare correre e “volare”. Ebbene si, volare… In bicicletta la sensazione è quella e di fatto siamo staccati dal terreno visto che suillo stesso poggiano solo le ruote della bicicletta, non ci avevate mai pensato vero?

Il tutto in un unico respiro o più tecnicamente senza soluzione di continuità o più semplicemente una disciplina dietro l’altra.

I concorrenti (amatori ed elite, tutti assieme!) dovranno passare senza interruzioni da una frazione disciplinare all’altra. Saranno benvenute ottime capacità condizionali quali forza e resistenza, ma anche buone capacità coordinative, dovendo esprimere durante lo sforzo gestualità sportive completamente differenti tra loro, quali il nuotare, il pedalare ed il correre.

Da cosa è composto

Il triathlon è composto, come si può vedere, da tre discipline che a second adella distanza possono avere una componente o valenza prevalentemente aerobica ma con connotati durante alcune fasi della gara che vedono di buon occhio anche una preparazione finalizzata a migloirare la componente anaerobica sia lattacida che alattacida (esempio durante i cambi t1 e t2). Quindi da tre discipline dove il fondo potrebbe farla da padrone. Che perciò presuppongono un diverso impegno dal punto di vista dei distretti muscolari interessati in ogni disciplina; si può quindi dire che il triatleta è prevalentemente un fondista, un atleta dedito allo sport di resistenza, o di fondo che dir si voglia, con uno sviluppo muscolare completo ed armonico, che ne fa uno sportivo completo sotto tutti i punti di vista.

Il triathlon non è quindi, come qualcuno potrebbe pensare, la somma di tre sport ma un vero e proprio sport a sè stante.

Nascita del Triathlon

Il triathlon  nasce nel 1977 da una scommessa tra un gruppo di amici su di una spiaggia di Honolulu, alle Hawaii. 
Il suddetto gruppetto discuteva a proposito della gara più dura dal punto di vista della resistenza: se fosse la Waikiki rough water swim di 3,8 km a nuoto, se fosse la 112 mile ( 180 km ) bike race around Oahu, o the Honolulu Marathon di corsa di km 42,195. 

Il comandante della marina John Collins suggerì di combinare le tre prove in un unica gara. 
Tutti risero, ma quel giorno era nato il triathlon, ed era nata la gara che ha fatto la leggenda di questo sport, l’Ironman delle Hawaii. 
Alla prima edizione parteciparono in 14; uno dei concorrenti comprò la sua bici il giorno prima della gara, un altro si fermò per una pausa ristoratrice da Mc Donald, e il primo vincitore fu Gordon Haller. 

Da quel primo triathlon le cose sono cambiate molto: doverosamente, possiamo affermare che l’avvicinamento o l’ “ideazione” di questo sport, al di là delle leggende e storie, avviene in un contesto culturale che vede l’uomo moderno e quindi, anche lo sportivo di oggi, sempre più proiettato verso la conoscenza e la pratica di più cose, di più specialità, uno spiccato gusto e capacità di approfondimento assolutamente eclettici. 
Nell’ultimo ventennio, sono moltiplicati il numero dei praticanti, il numero di squadre, il numero di gare e di Paesi che lo promuovono, così come si sono diversificate le distanze rendendo questo sport accessibile a tutti – ossia, uno sport per tutti, di assoluto valore “salutistico” e propedeutico, oltre che altamente spettacolare ed aggregante 

Una lenta ma costante evoluzione che ha permesso che infine si approdasse all’inserimento del triathlon nei programmi olimpici di Sidney 2000 – prima Olimpiade che ha “battezzato” l’esordio del triathlon – che è stato approvato durante la sessione del CIO tenutasi nel settembre 1994 a Parigi, proprio in occasione del centenario dello stesso CIO.

LE DISTANZE NEL TRIATHLON

Le distanze standard nel triathlon sono:

  • Supersprint: 400 m nuoto, 10 km ciclismo, 2,5 km corsa
  • Sprint: 750 m nuoto, 20 km ciclismo, 5 km corsa
  • Olimpico: 1500 m nuoto, 40 km ciclismo, 10 km corsa
  • XTerra: 1500 m nuoto, 30 km mtb, 10 km corsa
  • Doppio Olimpico: 3000 m nuoto, 80 km ciclismo, 20 km corsa
  • Ironman 70.3 o Half Ironman: 1900 m nuoto, 90 km ciclismo, 21, 097 corsa
  • Lungo: 4000 m nuoto, 120 km ciclismo, 30 km corsa
  • Ironman: 3800 m nuoto, 180 km ciclismo, 42,195 corsa

Le distanze Supersprint, Sprint sono indicate e consigliate sia per i principianti che intendono provare a cimentarsi nella tripplòice disciplina che per i professionisti o amatori evoluti che vogliano realizzare tempi molto bassi.

Una tribù… qualcuno entra qualcuno esce ma le facce sono quasi sempre le stesse. Qualcuno lo conosci qualcuno no.

Come ho avuto modo di dire scoprii questa disciplina prima del 1996. Difficile dire quando lo vidi per televisione o cosa visi. Ricordo che dissero: “Questo è il triathlon” e ne rimasi folgorato ed affascinato.

Questo è il nostro sport ed è il fulcro dei diversi articoli che ho scritto di mio pugno o in collaborazione con amici ed esperti del settore. Potete cercarli mediante la ricerca libera oppure nella specifica categoria: triathlon

Triathlon e COVID – 19 (CoronoaVirus)

Non avrei mai pensato di dover scrivere di triathlon e di conseguenza di sport all’aria aperta incarnato nella corsa, nel nuoto e nella bicicletta sia essa bicicletta da corsa il cui acronimo è BDC o bicicletta mountain bike il cui acronimo è MTB. Vari e diverse possono essere le vicissitudini che possono tenerci lontanio dal nostro sport o dalla nostra pratica preferita come dicevamo sia essa la singola corsa o jogging nonchè il nuoto che fabbisogna di una struttura quele è appunto la piscina se non si nuota in acque libere per cui dipendente da terze parti o la bicicletta nelle modalita sopra citate. Ma mai avrei pensato nel 2020 a questa!

Cosa si può fare in casa?

Di colpo ci troveremo spaesati ma in casa si può fare veramente molto

Senza Strumenti

Con Strumenti

Quanto tempo a recuperare il periodo di fermo?

Posso però ricordarvi e ricordarmi che nel 2014 sono dovuto restare fermo 2 anni per causa di forza maggiore (Melanoma) che ora è tra parentesi ma vi posso assicurare che al tempo era l’unica vera priorità!

Ebbene… si può restare fermi anche un anno o dua, ma quando si riparte in 3 mesi si recupera l’80%, 90% di cio che si era e si arriva a regime se non oltre in una stagione! Questa è cosa certa per cui ora posso solo dire una cosa.

Resistenza e coraggio e molte altre doti sono aspetti del carattere che un buon sportivo dovrebbe conoscere e saper utilizzare. Averne una buona padronanza. Sommati alla pazienza, alla ponderazione, alla valutazione, all’azione e se serve quando serve all’immobilismo.

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Dott. Enrico Roncada

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