Parlare oggi 2021 di downshifting non è certo come se ne sarebbe potuto parlare alla fine degli anni 80. Allora si era nel pieno della potenzialità di questa filosofia di vita, oggi le condizioni e la situazione sociale non lo escludono ma va reinterpretato e ponderato con molta attenzione.

IL down shifting oggi, dopo 25 anni

Quando ho intrapreso la strada della rinuncia del superfluo e dell’effimero per liberare tempo vitale avevo circa 25 anni. Da allora altrettanti ne sono passati. Oggi, dopo 25 anni, la situazione è totalmente cambiata. E’ questo un aspetto che al tempo non avevo considerato ne valutato ma nulla di grave. Andiamo con ordine.

Lo stesso down shifting nasce in un momento in cui vi è indubbiamente una ricchezza di offerta rispetto alla domanda, offerta di basso costo e medio alta o moderata qualità.

il DS Allora

Prima di parlare del downshifting oggi parliamo del downshifting di allora:

parliamo di metà anni 90. Anni poveri di fervore culturale e di innovazioni, i nostri genitori hanno fatto tutto negli anni 50 e 60. Già gli anni 70 hanno rappresentato un declino se pur con le loro contraddizioni e con valori diversi. Meno idealisti e più concreti. Dai figli dei fiori al piombo delle pallottole delle rapine, alle estorsioni ed ai rapimenti con riscatto. Potere e danaro già ventilati negli anni 60 hanno cominciato a rappresentare il valore supremo.

La parentesi degli anni 80

Gli anni 80 sono stata una incredibile parentesi di felicità e spensieratezza almeno apparente per molti ma sicuramente per noi giovani. Probabilmente generata da un benessere generalizzato e da una forte componente innovativa in diversi settori consumer (auto anni 80, moto anni 80, Hi-FI, l’hi fi car o audio, car audio fine anni 80, informatica, viaggi e vacanze, stile di vita.

Ad esempio il fenomeno dei paninari, ragazzi che vestivano bene perchè avevano danari di famiglie ovviamente benestanti ed infine il fenomeno degli yuppies che ha chiuso questo gaudio periodo.

La crisi degli anni 90

Negli anni 90 è iniziata ufficialmente la crisi, ora non sto qui a elencare le congiunture politico sociali economiche che l’hanno creata ma la morale è che nel decennio, anzi oserei dire nel quindicennio successivo, si è assistito all’impoverimento sia della popolazione che dei prodotti ad essa dedicati fino al tonfo del 2008. In realtà il boom che non so bene quando sia ripartito, credo fine anni 90 perchè in realtà a mio avviso o a mia percezione si è trattato di un boom drogato, realmente mai esistito per il popolo ma solo per alcuni settori, dichiarato o per lo meno solo in parte. Edilizia e trasporti in primis. E che ha decretato la fine della pseudo ripresa degli anni fine 90 nel 2008 con un tonfo madornale. Come dicevo a mio avviso pilotato a suon di edilizia stile anni 70 e incentivi statali.

Come dicevo la visione era quella o di mantenere quanto si possedeva già di ottima fattura in termini di oggetti o comperarne di nuovi dal dubbio valore. Le automobili a mio avviso sono peggiorate, stesso dicasi per le moto o se non peggiorate non presentavano soluzioni migliorativa, non parliamo dell’audio e del car audio che andava via via massificandosi in prodotti con un rapporto qualità prezzo sicuramente ottimi per l’utente medio. Tutto si è andato massificando. Spendi poco comperi poco.

In questo contesto spendevi ancora meno prendendo tanto semplicemente pescando dal passato!

IL DownShifting Oggi

Oggi è tutto più complicato. L’umanita con il progresso si complica la vita. O meglio se la semplifica da una parte per complicarsela dall’altra. Sicuramente non dobbiamo più alzarci alle 6 per mungere le mucche al freddo. Per altro condizione già in se artificiosa. Ma subentrano nuove forme di ansia e stress.

Oggi, divorati dalla crisi abbiamo diversi nuovi scenari:

Gli oggetti di valore degli anni 80 sono oramai vetusi. Richiedono una manutenzione continua e costante, e non riescono più o in parte a sodisfare i bisogni anch ein virtà di un nuovo mondo che necessita per forza di una parte di innovazione alcuni esempi.

Il sistema va avanti. Si poteva scegliere se vivere con le sue regole o uscire dal sistema. Oggi uscire dal sistema è più complicato che allora perchè “non te lo lasciano fare” Questo perchè la macchia della povertà è fortemente aumentata e il DS per certi aspetti è equivalente all apovertà con la differenza che la povertà non è spesso una scelta ed è radicale, non gradulae conme il Downshifting pe ril quale si può scegliere diciamo cosi un livello.

Il sistema

Lui, è con lui che dobbiamo fare i conti. Il sistema ci da libertà entro certi limiti e in funzione di determinati periodi. L’errore più grande è pensare che quello che c’è oggi ci sia anche domani. Domani non solo non ci potrebbe essere più ma quello che oggi è conveniente potrebbe diventare addiritura sconveniente o fortemente ostacolante. Per ora resta valido il minimalismo nell eforme “materiali”. Credere di poter andare contro il sistema è utopia. A meno che non si voglia imbarcarsi in una crociata. Ci ha provato un uomo benestante e con i mezzi e vedete che fine ha fatto.

Nulla avviene mai per caso. un meraviglioso film, “Capitan Fantastic” non a caso e guardacaso fà una perfetta fotografia del modello di decrescita di un tempo, del tempo pepetrato ad oggi e di quello che potrebbe essere oggi.

Il compromesso con il sistema

Oggi come in parte allora ma più di allora, a mio avviso, va scelto un compromesso più verso il sistema. Anche perche, se per esempio vuoi un terreno dove fare l’orto, lo fai se te lo fanno fare. Tasse, IMU, balzelli. Vuoi un auto storica? Ti rimettono il bollo come fosse un auto normale (governo renzi 2014) la vuoi ritirare su suolo privato, non si puà più! Solo se la vendi la puoi radiare e devi dimostrarlo. Insomma regole sempre più restrittive. Vince sempr el’avere meno possibile e meno costoso possibile anche se impatta con la qualità della vita.

Beni Immobili e beni mobili

I beni immobili sono soggetti a registrazione. Per cui li non scappi nel senso che oggi comperi con determinate condizioni vedi IMU e domani te le cambiano. Tienilo presente. Oggi è complicato decidere se aquistare o restare in affitto da soli o in assieme ad altri (la comune).

Anche le auto e le moto che sono definiti beni immobili sono soggetti a registrazione e vale lo stesso discorso dei beni immobili. La mia regola aurea, oggi, è di non possedere nulla se non hai un posto dove metterlo che sia tuo di propietà e comminsurato con le tue capacità economiche o se in affitto con ampio tempo per cambiare collocazione qualora le condizioni mutassero. Da qui non acquistare nulla che ti obblighi ad impiccati con rate, mutui o lavoro a meno che non sia il sogno unico della tua vita.

La comune e il downshifting di oggi

L’unione fa la forza, dividi et impera. La comune potrebbe essere l’apoteosi del downshifting ma bisogna fare i conti con la complessità umana. Il rapporto con gli altri ha due grandi criticità:
1) Serve una enorme compatibilità caratteriale e anche in questo caso servono regole ferree, patti chiari amicizia lunga
2) Nel tempo si cambia. Si cambi a e cambia quello che ci circonda. Quello che vale oggi potrebbe non valere più domani, serve qundi pensare anche a cosa fare, come comportarsi, nel momento in cui non vi fossero più le condizioni per continuare a vivere “in comune”
Resta il fatto che la comune 2.0, ne parlo, deve prevedere la possibilità di poter vivere in comune davanti ma isolati dentro al proprio blocco abitativo con ingresso indipendente da dietro.

downshifting oggi: conclusione dopo 25 Anni

L’ago della bilancia. Serve un compromesso fra cosa possedere e il relativo servizio che questa cosa ci possa dare diviso per classi se vogliamo acquisire libertà non fine a se stessa.

Abitazione: è il concetto di base, di partenza, a noi serve calore, protezione da alti più che da altro, acqua sia calda che fredda se il clima è rigido o variabile, un letto e un bagno. Questi sono i bisogni essenziali compatibili con l’odierna società.

I beni anzi il bene essenziale, la casa

Alla fine si parte e si finisce qui. La casa è il bene essenziale o presunto tale che è capace di distruggere la nostra vita ma andiamo per gradi. Prima di tutto la casa costa un sacco di soldi o di tempovita! Ora anche qui si apre un mondo ma un conto era il DS 1.0 molto romantico alla Agosti silvano per intenderci. Un conto siamo noi oggi!

Soluzioni abitative ve ne sono molteplici. Sicuramente la regola numero uno o il consiglio numero uno per chi cerca casa a basso costo è focalizzare i luogi sperduti, lontano dall emetropoli. In culonia come dice una nostra amica.

Il terreno agricolo

Le casette di legno

Il camper o motorhome

lo scassone da ristrutturare

Il downshifting oggi e l’invidia.

L’invidia ha diversi aspetti e diverse sfaccettature oltre ad avere diverse fasi. Invidia e downshifting vanno di pari passo ed è una trappola o facile tentazione visto nella quale è possibile cadere acuita dalla questione che non abbiamo i danari per compensare i vuoti. Ammesso che i danari possano compensare i vuoti.

Le diverse forme di invidia

Si può avere invidia nei confronti degli oggetti o dei talenti. Io inizialmente provavo più invidia verso gli oggetti, poi verso i talenti, infine ho capito che l’invidia sono energie sprecate. Anche perché non ci puoi fare nulla, almeno nei confronti dell’invidia verso il talento.

La prima forma di invidia, la più stupida e banale, quella verso gli oggetti

Faccio un esempio concreto. Inizialmente sei invidioso degli stereotipi classici. Auto, casa vestiti, etc… Prendiamo l’auto. L’automobile più bella. Vediamolo anche in chiave moderna. Oggi le auto non sono nemmeno più beni ma servizi. L’auto più bella potrebbe non avere quel gadget come per esempio la musica che suona bene che ha la tua tipo o la tua panda, ma non la tipo o la panda del 2000, la tipo o la panda prima serie, la tipo o la panda degli anni 80. Ora non dico che devi girare in panda ma oggi puoi girare con una golf IV per esempio che è un auto rispettabilissima che nulla toglie ad un auto da 150.000 euro da un punto di vista funzionale o di fruibilità, se non da un bisogno forse estetico o di costume. Ma andiamo oltre qui simo alla prima fase di invidia.

Con gli oggetti, sia ieri che oggi siamo a posto. Ora passiamo all’invidia verso i talenti.

Mi è capitato di vedere un documentario che parla del primo disco di Vasco Rossi. A me sarebbe piaciuto moltissimo suonare uno strumento ma non semplicemente suonarlo. Poterlo per esempio suonare con la naturalezza con la quale lui, che ammette di non essere un buon chitarrista, lo suona! Non parliamo del talento nel comporre le canzoni e la musica. Il primo sentimento è l’invidia! Ma poi amo talmente tanto la musica che mi fermo e resto incantato nel sentire la perfezione di quelle note e di quelle parole, di quei sentimenti e di quegli stati d’animo.

Terza fase la pace dei sensi

Quindi invidiare che senso ha? Quando si può addirittura essere grati di poter gioire dell’ascolto di qualcosa che è già pronto!? Non siamo per altro forse nell’era del tutto, subito, senza fare sforzi?
La musica e la canzone ci sono già e ci sono anche ottimi mezzi per riprodurla. “Corri e fottitene dell’orgoglio…” Cit. Goditela e non pensare ad altro. Pensa invece a fare quello che riesci a fare o che ti piace fare. Nuovamente il concetto del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Sii felice per quel pochissimo che riesci a fare e fallo piuttosto che essere infelice per quello che non riesci a fare e che per fortuna fa per te qualcun altro.

Le cose semplici

Al di la di tutto guardiamo cosa abbiamo davanti ai nostri occhi ora, serve modificarlo? Implementarlo migliorarlo? Uno sguardo veloce e si inizia dalle cose più semplici. Se non serve resta cosi, un lieve pensiero a quello che sarà il dopo, è pronto? Possiamo ragionare alla giornata alla settimana e a medio lungo termine.

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Dott. Enrico Roncada