Tumore, denominato anche cancro o più tecnicamente neoplasia (nuova formazione). Un tempo considerate malattie rare sono oggi all’ordine del giorno, per fortuna la medicina comincia a dare risposte concrete con cure alle volte definitivamente risolutive al problema.

Premessa precisazione

Quanto andrò a scrivere non è altro che la mia personale posizione o presa di coscienza o punto di vista sulle grandezze che gravitano attorno alla patologia tumorale. Quanto da me esposto non deve essere perso come verità assoluta ma “semplice” parere o opinione frutto di mio personale ed ampio studio e ragionamento.

Non sono ne medico ne nutrizionista (almeno per ora).

Quanto espongo è frutto della mia personale e diretta esperienza sommata allo studio che ho personalmente realizzato per cercare di salvarmi la vita (con successo) da un melanoma metastatico con elevato indice di LDH. Un tumore maligno con sopravvivenza ad un anno, fino a pochi anni fa, vicina allo zero.

Lavori in corso.

Quanto vado a scrivere riassume una lotta di quasi due anni combattuta a suon di studi, letture confronti. E’un lavoro lungo che amplierò fino al completamento evidenziando le parti che andrò ad aggiungere, se di interesse consiglio di salvare il link e tornare a rivisitare la pagina.

Cos’è il tumore in parole povere (cancro o neoplasia)

In poche parole il tumore anche denominato cancro o neoplasia è la duplicazione incontrollata di cellule proprie. Il perché ciò accada proveremo a spiegarlo più avanti, per ora ci interessa capire come fermare questo processo.

La medicina come combatte oggi Tumore, cancro, neoplasia?

Come sopra accennato, oggi, la medicina ha fatto passi da gigante. Ove e quando possibile la prima forma di intervento, sopratutto in stadio iniziale, è ancora la chirurgia (eliminazione fisica della massa tumorale alle volte anche con l’asportazione delle parti interessate ad esempio utero o linfonodi). Ove non sia possibile intervenire chirurgicamente interviene (e speriamo intervenga sempre più e sempre prima e un giorno magari prima della chirurgia) la cuura farmacologica. La prima grande divisione “farmacologica” per curare il cancro prende due nomi:

Chemioterapia

Per certe forme tumorali, purtroppo, se pur evoluta, potrebbe esistere solo la chemioterapia. C’è da dire che la chemioterapia di oggi per certe patologie non è quella di alcuni anni fa (in 10 anni la medicina ha fato passi da gigante). Capirne l’efficacia spetta a noi. Dobbiamo chiedere al nostro medico oncologo la percentuale di efficacia per valutare se sia il caso o meno di intraprendere la cura o se eventualmente esistano cure o protocolli sperimentali (di cui parleremo subito dopo)

Immunoterapia

E’ oggi l’arma più efficiente ed efficace per la lotta contro i tumori. Vi porto ad esempio la mia esperienza. Melanoma metastatico con alto LDH (Tempo di sopravvivenza 2/3 mesi). 4 Infusioni di Ipilimumab (nome americano: Yervoy) a distanza di tre settimane l’una dall’altra, nel mio caso, sono state risolutive. Solitamente se funziona (19%) impiega 3 mesi per attivarsi, nel mio caso i benefici li ho prima sentiti sulla mia pelle (Mi è passato male alla gamba causato dalla lisi ossea che il tumore stava facendo sul mio osso sacro). Dopo un mese e mezzo era in regressione (TAC). Ha continuato a regredire portando con se buona parte della collateralità nota. Alcuni noduli sono scomparsi altri sono rimasti invariati (ad oggi ancora presenti ma probabilmente necrotizzati (parliamo di fine 2015 mentre oggi siamo al metà 2019).

Cure protocollari o protocolli sperimentali

E’ bene informarsi sull’esistenza o meno di protocolli sperimentali sopratutto se con farmaci appartenenti alla categoria dell’immunoterpaia. E’ bene ricordare che un farmaco non disponibile in uno stadio della malattia lo può essere nello stadio successivo.

La mia esperienza con il protocollo sperimentale

Prendendo sempre il mio caso ad esempio: quando feci lo svuotamento linfonodale ascellare avrei potuto scegliere una cura (adiuvante che vuol dire di sicurezza) consistente in interferone (chemioterapia protocollare con il 3% di efficacia e collateralità elevata, che scelsi non avrei mai fatto visto il rapporto costi / benefici. In alternativa mi venne proposto una cura sperimentale che prevedeva di poter ricever o ipilimumab o nivolumab. (Il primo già approvato per lo stadio successivo.

Questo cosa vuol dire?

Vuol dire che al mio stadio (lo stadio III) ipilimumab poteva essere dato solo nel protocollo sperimentale in quanto lo stadio III ha una gravità inferiore dello stadio IV che è l’ultimo. Si potrebbe pensare “Perchè non mi vogliono dare un farmaco sicuro e funzionante?” La risposta è: “Perchè in questo stadio di malattia si potrebbe anche solo fare il follow-up ovvero i controlli che sono solitamente molto ravvicinati (tre mesi)“. Se la malattia resta ferma il farmaco non serve, diversamente se si dovesse vedere ripresa si passa allo stadio IV e si può accedere immediatamente al farmaco.

L’alimentazione incide su Tumore, cancro, neoplasia?

Prima di affrontare questo argomento vi è una doverosa premessa. Tutto quanto esposto, anche se “veicolato” da medici, che io sappia, non ha valenza scientifica. Questo vuol dire che è frutto di sperimentazioni personali, intuizioni, ragionamenti e non ha seguito le rigide regole delle sperimentazioni scientifiche. Io mi informai su tutto per avere un quadro il più possibile esaustivo e capire cosa poter “provare” qualora i farmaci non avessero bloccato la malattia.

Perché chi è malato di tumore (cancro, neoplasia) non ha appetito o non mangia?

E in aggiunta:

  • Dovrebbe sforzarsi a mangiare o no? Ed ancora:
  • Non mangiare in presenza di malattia o mangiare poco è un bene o un male?

Vediamo di dare una risposta analizzando più aspetti.

Sappiamo che una buon parte di tumori ha come caratteristica il fatto che le cellule tumorali abbiano un consumo di glucosio circa cinque volte maggiore rispetto alla cellule sane (Questo si evince dalla PET, una analisi diagnostica per immagini che sfrutta per l’appunto una sorta di tracciante (radioattivo) che si lega al glucosio. Lo scopo è vedere se e dove vi sia attività tumorale). Vista questa enorme richiesta di glucosio che si traduce in una disponibilità della glicemia del sangue sarà meglio avere glicemia alta o bassa? Ovviamente bassa. E la glicemia è bassa se si mangia poco possibilmente cibi a basso carico glicemico (o meglio insulinico) o quando si è a digiuno (più o meno Lungo).

Ho personalmente sperimentato quattro giorni di digiuno nei quali la mia glicemia si è spostata da 99 a 64. Come ho avuto modo di dire più volte l’effetto dell’alimentazione io la sentivo in diretta su me stesso. Quando mangiavo stavo malissimo (probabilmente l’aumento glicemico aumentava l’attività tumorale liberando residui cellulari (esempio elevato valore di LDH). Percepivo persino i carichi glicemici (o meglio insulinici). Con la pasta stavo male ore, con la frutta era questione di minuti.)

Un altra riflessione. Quando un animale sta male rifiuta il cibo tanto quanto facciamo noi. Mangiare per il nostro corpo non è prioritario, abbiamo le scorte. Prioritario e guarire. La natura lo sa bene. Purtroppo siamo abituati a pensare che i segnali del nostro corpo non siano corretti solo perché in realtà ingannati da un progresso avvenuto troppo velocemente rispetto agli adattamenti biologici evoluzionistici. Un esempio: “se dovessi mangiare quanto è la mia fame peserei 200Kg”. Quindi la fame è una sensazione sbagliata? In realtà non è la fame ad essere sbagliata ma la disponibilità di cibo ad esserlo. In natura avremmo mangiato prevalentemente frutta e verdura fino a sazietà. Oggi invece mangiamo un piatto di pasta che ha quasi il quadruplo di calorie a parità di potere saziante.

Fame, sete, sonno, mancanza di appetito sono tutti segnali corretti che il corpo ci invia che devono essere assecondati.

Cosa mangiare da sani e cosa da malati.

Il ruolo dell’alimentazione ha due momenti nettamente distinti. Se si è sani va fatto un discorso, se si è in corso di malattia va fatto un discorso completamente diverso. Questo perché ciò che potrebbe essere protettivo nella fase uno potrebbe essere distruttivo nella fase due. Un esempio: Avere una pompa della benzina potente va bene se l’auto non ha perdite di benzina, al contrario se ha perdite allora sarebbe meglio una pompa che pompasse di meno visto che la maggior benzina non finisce più nel motore ma potrebbe finire sul motore incendiando l’auto.

L’alimentazione da sani

In questo caso le indicazioni sono innumerevoli. L’OMS ha già dato un primo allert sull’abuso di carni sopratutto insaccate.

OMS: “le carni lavorate ed eccesso di carni rosse causano tumori”

L’importanza della vitamina D

E’ stato dimostrato che una giusta dose di vitamina D risulti essere protettiva nei confronti del tumore, mentre nella mia esperienza, integrarla in fase di malattia non ha fatto altro che accelerare il processo di lisi ossea (questo è un mio personale parere avvalorato dai dati che monitoravo di LDH e vitamina D in fase acuta dove mano a mano che i valori di vitamina D scendevano diminuivano anche i valori di LDH). Promotrice del ruolo della vitamina D nella sua corretta assunzione dalla fonte primaria che è l’esposizione ai raggi solari e la Dott.ssa Debora Rasio.

L’importanza della vitamina D – Dott.ssa Debora Rasio

Va sottolineato che dopo i 40 anni (anche prima) la fonte solare potrebbe non essere sufficiente, da valutare pertanto se sia il caso di integrarla o meno e in che quantità.

Vitamina D e tumore della pelle (melanoma)

Per chi è fermamente convinto che il tumore della pelle sia causato dall’esposizione solare senza creme abbronzanti faccio notare che il sole produce vitamina D. La stessa scarseggia anche in presenza di esposizione solare al superamento dei 40 anni e che i 40 anni sono l’età critica in cui è possibile ammalarsi di melanoma. Faccio altresì presente che i casi di melanoma sono maggiori al nord rispetto al sud dove vi è sicuramente più sole e che colpiscono prevalentemente persone che lavorano al chiuso. Dopo questa riflessione verrebbe da pensare che sia esattamente il contrario. Bassa esposizione al sole e conseguentemente bassi livelli di vitamina D come scientificamente dimostrato, possono aumentare i rischi di insorgenza tumorale.

L’alimentazione in fase di malattia (Tumore, cancro, neoplasia) può essere curativa?

In questo caso la fanno da padrona il glucosio nel sangue (glicemia nel sangue) che deve essere la più bassa possibile e lo stesso vale per le proteine.

Il digiuno terapeutico

Vi sono studi che confermano che adottare fasi di digiuno possa essere adiuvante o coadiuvante o in alcuni casi risolutivo per la soluzione di diverse malattie. In prima battuta SLA e Sclerosi multipla ma non solo. Il primo ed unico (per un discorso di fiducia) dottore che mi ha fatto scoprire questa terapia è il Dott. Massimo Melelli Roia

La digiunoterapia e le sue applicazioni – Dott. Massimo Melelli Roia

o di dieta mima digiuno come quella del Dott. Valter Longo, aiutino gli effetti dei chemioterapici o immunoterapici. Personalmente ho fatto una digiuno di quattro giorni prima di iniziare ipilimumab, e le analisi dopo i 4 giorni mostravano un LDH in forte discesa.

Ma la dieta Mima-digiuno funziona davvero? Intervista a Valter Longo

La dieta chetogenica.

Una diversa strategia la propone il medico Gianluca Pazzaglia. Si prefigge di utilizzare la dieta chetogenica che sappiamo essere una dieta a ZERO carboidrati e quindi zero zuccheri che sfrutta un processo chiamato chetosi più alcuni altri accorgimenti. Io l’ho provata, a me non ha dato gli stessi risultati del digiuno. C’è da dire che potrebbe essere più indicata nei tumori al cervello in quanto è un organo che funziona praticamente solo a glucosio e che in mancanza dello stesso riesce a funzionare altrettanto bene anche con questi corpi chetonici. come se fosse un auto bi-fuel. Mentre il tumore sembra funzionare solo con il glucosio.

DR. GIANLUCA PAZZAGLIA: “La prevenzione primaria dei tumori”

Per chi si voglia avventurare in uno “spiegone”… Ricordo che rimasi affascinato da una spiega cosi tecnicamente dettagliata e non capendoci nulla mi venne voglia di studiare e capire sempre di più.

ALIMENTAZIONE ANTITUMORALE

La dieta dei succhi di frutta (con o senza estrattore)

La frutta ha lo zucchero… come può essere indicata? In realtà parte dello zucchero della frutta è fruttosio. La quota di glucosio è a basso carico glicemico. LA frutta è il nostro carburante ancestrale. In questo regime viene consumata solo con verdura e null’altro. E’ una dieta fortemente povera di proteine. Il primo a proporla a scopo curativo fu il Dott. Gerson assieme ad altri “sofismi)… metodo Gerson. E’ stata ripresa dal Dott. Paolo Rege-Gianas

Succhi contro il tumore? – Dott. Paolo Rege-Gianas

Lo stile di vita

Per tutto quanto fino ad ora esposto si può concludere che l’alimentazione abbia un ruolo fondamentale sulla nostra salute.

Perchè il Tumore (nominato anche cancro o neoplasia) esiste?

Perchè ad un certo punto cellule nostre si comportano come se fossero nostre nemiche? In realtà una risposta alla domanda non esiste ma vi sono diverse teorie.

Teoria degli inquinanti

Sembrerebbe che probabilmente a causa di inquinanti, alcune cellule perdano la possibilità di comunicare con l’esterno. Ogni cellula del nostro corpo comunica con le altre attraverso dei recettori posti sulla membrana. Questi sono come antenne che ricevono un segnale. Se il segnale si perde per esempio a causa della rottura dell’antenna la cellula, isolata, fa quello che fa quando è staminale o indifferenziata. Mangia e si duplica cinque volte la velocità delle normali cellule.

La PET

Non a caso uno dei sistemi che identificano se vi sia una massa tumorale attiva è la PET. Questa visita effettuata attraverso una macchina che restituisce una diagnostica per immagini rende visibile il flusso del glucosio che come dicevamo, nelle cellule tumorali, viene captato circa cinque volte il normale consumo cellulare.

Ruolo del glucosio modificato attraverso la dieta

Da qui anche l’intuizione e la testimonianza del poter utilizzare una dieta molto povera di zuccheri per “mettere in difficoltà” la proliferazione del tumore. Al contempo una dieta basso proteica andrebbe a limitare la materia plastica per la formazione di nuove cellule. Va sottolineato che tutto ciò è solo teorico e non è mai stato sperimentato scientificamente.

La mia testimonianza sul glucosio.

Posso però dire con tutta certezza che io, quando mangiavo stavo malissimo. Mentre se digiunavo gli effetti erano decisamente più lievi se non addirittura assenti!

Chi la dura la vince

In un modo o nell’altro. Feci una promessa, se mi fossi salvato mi sarei laureato

E in ogni caso sarei morto di fame… alla fine avrei vinto io!

Studiare leggere informarmi combattere attivamente mi ridiede la serenità. Ho passato 6 mesi 16 ore al giorno al PC a leggere, studiare, informarmi, confrontare, confrontarmi.

Ho creato un gruppo che è stato il primo gruppo su facebook a trattare il melanoma che ho chiamato semplicemente:

Melanoma italia

gruppo del quale resto unico amministratore. Italia visto che ne esistevano diversi in lingua inglese.

Nel mio gruppo, tutti quelli che hanno lottato seriamente con le unghie ed i denti (in realtà con l’informazione e la voglia di sapere e di reagire) sono sopravvissuti.
Molti con caratteri meno aggressivi ci hanno lasciato.

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