Perché le ruote delle biciclette, nel tempo, hanno aumentato il loro profilo portandolo verso l’alto rispetto alle tradizionali ruote con profilo basso?

Ruote a profilo basso

Un tempo erano le ruote della bicicletta fosse essa bici da corsa o da passeggio ed erano fatte solo cosi. Da aggiungere che erano corredate da un elevato numero di raggi d’acciaio con un diametro definito e di forma cilindrica.

Ruota lenticolare

Il grande salto o passaggio verso l’alto profilo avviene quando comparve la ruota lenticolare. I meno giovani ricordano la meraviglia quando vedemmo la prima bicicletta realizzata con questa soluzione.

Il 19 gennaio 1984 a Città del Messico Francesco Moser stabilì il record mondiale dellora: percorse 50,808 km battendo il precedente di 49,432 km stabilito da Eddy Merckx dodici anni prima e fu il primo uomo a superare il muro dei 50 km; quattro giorni dopo superò anche se stesso portandolo a 51,151 km.

La prima bicicletta con ruote lenticolari capostipite di quelli che sarebbero diventate le ruote a profilo alto.

Parliamo di una bicicletta che viaggia in piano, pertanto di una bicicletta che deve essere performante principalmente sotto l’aspetto della aerodinamica.

Le due variabili che entrano in gioco quando parliamo di una bicicletta e quindi anche delle ruote sonno due: peso e aerodinamica.

La ruota, un elemento a se

Precisiamo inoltre che la scelta della ruota non ha nulla a che vedere con il resto della componentistica come ad esempio il cambio della bicicletta

Peso

Il peso impatta maggiormente se parliamo di strada in salita a discapito della aerodinamica. E questo accadrà tanto più quanto più ripida sara la salita da affrontare. Questo perché maggiore sarà la salita minore sarà la velocità e pertanto minore sarà la resistenza dell’aria che sappiamo aumentare non linearmente ma addirittura esponenzialmente all’aumentare della velocità stessa. Esponenzialmente vuol dire in poche parole che se raddoppio la velocità devo quadruplicare lo sforzo. Per diverso tempo, dopo la comparsa delle ruote ad alto profilo, molti ciclisti scalatori hanno preferito tenere ruote dal profilo basso a vantaggio di un guadagno di peso al contrario delle ruote a profilo alto generalmente più pesanti.

Aerodinamica

Qui la cosa si complica. In questo caso la ruota per quanto riguarda l’aerodinamica assume una doppia valenza per quanto riguarda l’importanza della medesima. La prima è la resistenza alla penetrazione come il resto della biciclesta e del ciclista all’avanzamento sempre esponenzialmente proporzionale alla velocità.

La seconda è che la ruota girando, o meglio, i raggi impattano contro l’aria nel loro moto rotatorio.

Il profilo alto quindi crea un duplice vantaggio:

  1. migliora la penetrazione orizzontale dell’aria
  2. Sopratutto riduce la lunghezza del raggio e quindi pone meno superficie all’aria durante la rotazione. Si pensi che oltre all’aumento del profilo si assiste ad una diminuzione del numero di raggi ed infine alla forma dei medesimi. Oggi esistono raggi piatti nel senso di rotazione per l’appunto più aerodinamici.

Lo svantaggio della ruota a profilo alto rispetto alla ruota a profilo basso un tempo come dicevo era rappresentato dal peso ma al giorno d’oggi, grazie alla ricerca di forme e materiali, è possibile avere sia il profilo alto che il peso contenuto. Per altro regolamenti vietano di avere biciclette troppo leggere per la FITRI per esempio il peso minimo della bicicletta non può scendere sotto i 6,8 Kg.

L’unico vero unico svantaggio che non è da poco è che maggiore è il profilo e maggiore sarà la sua esposizione al vento quando questo soffia laterale. In questo caso potrebbe rendere ingovernabile la bicicletta a causa dell’effetto vela dell’alto profilo al vento.

E’ anche questo il motivo per cui, nelle tappe a cronometro, la ruota lenticolare, in quanto fissa, è la posteriore. La ruota anteriore preposta anche alla guida presenta si un profilo alto ma non è lenticolare onde evitare di far perdere equilibrio in caso di vento laterale.

Ruote ad alto profilo nel triathlon

Il Triathlon è stato un promotore dell’evoluzione ciclistica. Se oggi abbiamo cosi tante e diverse soluzioni che guardano sopratutto all’aerodinamica lo dobbiamo a questa disciplina. La motivazione è che il triathlon, quando nacque, non prevedeva la possibilità di effettuare la scia (No draft). Ovvero non si poteva stare “a ruota” della persona che precedeva e di conseguenza beneficiare della penetrazione aerodinamica e quindi del vantaggio aerodinamico della persona, ciclista, che precedeva. A favorire questo regolamento e quindi questa possibilità erano le distanze gara lunghe e il numero esiguo di partecipanti.

Nel tempo il triathlon ha iniziato ad “imbarcare” maggiori sostenitori e sono comparse gare con distanza inferiori. Sopratutto su percorsi pianeggianti. Queste tre concause, ovvero alto numero di atleti partecipanti, percorso pianeggiante e distanza ridotta hanno reso impossibile imporre la scia vietata. Impossibile non far creare gruppi numerosi ed impossibile controllare la posizione di ogni singolo atleta. Pertanto sulle distanze del triathlon sprint e triathlon olimpico la scia è stata liberalizzata.

Restano grazie alla distanza e al minor numero di partecipanti la scia vietata per gli IRONMAN e il mezzo IRONMAN o half ironman ed alcune gare olimpiche con percorsi montuosi.

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Dott. Enrico Roncada

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