Il triathlon olimpico, anche definito corto, è la distanza omologata nel 2000 a Sydney dal momento in cui questo tipo di disciplina, il triathlon per l’appunto, è entrata a far parte dei giochi olimpici consacrandola come tipologia sportiva a se stante.

Non più quindi una somma di singole discipline ma uno sport ben preciso e ben identificato che come abbiamo visto e vedremo in seguito, segue delle regole ben precise che lo caratterizzano.

Le altre distanze del triathlon

Abbiamo detto corto in quanto esistono fondamentalmente altre quattro distanze che grossomodo vanno raddoppiando. Abbiamo il triathlon medio detto anche 70.3 o Half Ironman (in italiano mezzo Ironman),(misura in miglia) composto da:

  • 1,9 km di nuoto (1,2 miglia)
  • 90 km in bicicletta (56 miglia)
  • 21,097 km di corsa, mezza maratona (13,1 miglia)

Il triathlon lungo che però vista la sua vicinanza all’Ironman è andato via via perdendo notorietà che semplicemente è grossomodo un olimpico più un medio ed infine il famosissimo Ironman o lunghissimo le cui distanze sono esattamente doppie rispetto al medio.

Il nuoto del triathlon olimpico

La distanza olimpica è composta da 1500 metri di nuoto in acque libere senza tuffo alla partenza. A seconda della temperatura delle acque è possibile vi sia muta obbligatoria (fra i 13 e i 16/17 gradi), facoltativa sopra tale temperatura o vietata se la temperatura supera un determinato livello (vedi regolamento FITRI). Le categorie da M3 in su (over 50 anni) possono sempre indossare la muta. La fazione natatoria ricopre circa il 20% del totale della competizione in termini di tempo. Da sottolineare che utilizzando di fatto solo le braccia fa disciplina a sé, ovvero la sua riuscita non compromette le performance della bicicletta e della corsa. Ultimo appunto: un buon nuoto permette di uscire con i primi e fare i gruppi ciclistici più forti che, in caso di scia, fanno nettamente la differenza.

Il ciclismo nel triathlon olimpico

Come per il triathlon sprint distinguiamo ciclismo in piano, in salita o “no draft”. La frazione ciclistica consta di 40 Km con o senza scia a seconda della tipologia di gara (il no draft equivale alla scia vietata). Resta valido il fatto che non si possa prendere la scia in nessun caso fra uomini e donne. Il casco è obbligatorio e va allacciato in zona cambio prima di prelevare la bicicletta e slacciato solo dopo riaver riposto in rastrelliera la bicicletta. E’ possibile che il percorso ciclistico si svolga in multi-lap ovvero più giri dello stesso tracciato, in questo caso è vietata la scia fra chi sta ripetendo il tracciato in numero minore rispetto agli altri (anche se è praticamente ingestibile ma cosi è).

La corsa nel triathlon olimpico

La corsa consiste nel percorrere 10 Km. Anche in questo caso il tracciato potrebbe essere unico o multi-lap (più giri dello stesso tracciato). La corsa è la regina delle discipline, sopratutto se la fazione ciclistica beneficia della scia, si arriva in gruppo in zona cambio e da qui, solo chi è più forte nella corsa fa la differenza. Va ricordato che ciclismo e corsa, utilizzando le gambe, impattano a livello prestazionale l’uno sull’altra. Spremersi in bici equivale ad avere una corsa meno performante, pertanto sempre in caso di scia è importante dosare bene le forze.

Le transizioni del triathlon olimpico (T1-T2)

Le transizioni sono simili a quelle del triathlon sprint per le quali ho dedicato un articolo specifico che qui riporto: Le transazioni nel triathlon

Differenze fra triathlon olimpico e triathlon sprint

La prima grande differenza dal triathlon olimpico al triathlon sprint è sicuramente che si svolge tutto con un ritmo leggermente inferiore. Non si pensi di fare una scampagnata, l’impegno non solo è elevato quasi come nel triathlon sprint ma va mantenuto per il doppio del tempo!

Differenze nel nuoto e consigli

Partenza batteria M1 Campionato italiano Triathlon olimpico ISEO 2014

Nel nuoto chi ha le gambe con peso specifico superiore a 1 beneficerà della muta che potrà far guadagnare anche 5 10 secondi / 100 mt grazie al miglior assetto in acqua (poco?).

Consiglio per il nuoto numero 1 – respirazione

Saper respirare da ambo i lati eviterà di dover respirare verso l’onda (io riesco ma mi trovo in difficoltà e preferisco rischiare di bere). Il consiglio nel nuoto è la calma e la riserva di ossigeno. Può capitare di finire con la testa sotto acqua per esempio ai giri di boa a causa di qualcuno che si aggrappa o ci urta e si sovrappone. Pertanto è necessario poter fare anche altri 2 o tre cicli di bracciata prima di ritentare la respirazione.
Un altro consiglio è che se ve la vedete brutta vi mettiate a rana. Potete cosi prendere visione della situazione e recuperare ossigeno.

Consiglio per il nuoto numero 2 – partenza e posizione

Sta a voi decidere se partire in mezzo al gruppo beneficiando della scia rischiando però di prendere botte o partire a lato in situazione meno caotica, io preferisco la seconda. Poi, mano a mano che il gruppo si sfila, mi sposto verso il centro. Respirando a destra ogni due bracciate, che consiglio di fare per il motivo cui sopra, parto a sinistra in modo da poter vedere per quanto possibile la situazione.

Consiglio per il nuoto numero 3 – tenere la rotta

Importantissimo nel triathlon olimpico risulta essere il mantenimento della rotta! Andare fuori rotta vuol dire perdere veramente tanto tempo. Meglio andare più piano in rotta che forte fuori rotta questo senza ombra di dubbio. Pertanto ogni tot di bracciate il consiglio è di fare una respirazione frontale e verificare la posizione. Il numero di bracciate le decidete voi facendo delle prove. Alle volte si crede di andare diritti mentre in realtà ci si sta spostando verso destra o sinistra. Ricordiamoci anche che in acque libere ci possono essere correnti che ci spostano.

Differenze nella bici e consigli

La bicicletta o meglio la frazione ciclistica non è molto differente da quella del triathlon sprint. Semplicemente raddoppiando la distanza servirà la capacità di mantenere uno sforzo elevato per più tempo. Si avrà anche più tempo per organizzare il proprio gruppo. Il consiglio è quello di cercare di fare cambi regolari e veloci. Non sempre si trova gente collaborativa o capace. Pensare che la tattica e la tecnica di questa fazione che da sola copre il 55% della competizione può risultare determinante per quanto riguarda il risultato finale. Un gruppo collaborativo può spingere a 40 / 45 / 50 Km/h contro i 35 di uno non collaborativo. proviamo ragionare come nella corsa a minuti al km, 35km/h sono 1’43” al km, 45Km/h sono 1’20” al km la differenza e 23″/km su 40 km = 620″ = 15′ e svariati secondi. E’ ovviamente ipotetico ma è un tempo abissale.


arrivo bici gruppo triathlon olimpico lecco 2014

Differenze nella corsa e consigli

Anche la corsa del triathlon olimpico non è dissimile dalla corsa del triathlon sprint. Anche in questo caso si dovrà avere la capacità di correre veloci e di resistere per il doppio dei chilometri. In questo caso risulta molto utile il lavoro fatto in palestra che permette di mantenere un ritmo elevato senza decadimenti di performance. Come per il triathlon sprint la corsa è la disciplina che decreta il risultato finale verso gli altri o sicuramente vero il gruppo con cui si arriva in zona cambio. Pertanto risulta essere fondamentale e focale durante gli allenamenti dell’intera stagione nonché prioritaria. Il consiglio come già accennato è di prepararla bene con un occhio di riguardo. Mentre per la bici si può anche usare tattica e tecnica e nel nuoto conta molto la tecnica, per la corsa le capacità condizionali di forza, velocità e resistenza ben dosate sono fondamentali per un buon risultato.

Del triathlon sprint, specificatamente, abbiamo parlato qui: Triathlon sprint

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