Quante volte ho sentito questa frase: “oggi ho saltato l’allenamento e ora mi sento in colpa.”

Chi ti dice che l’allenamento che fai sia quello giusto ?

La prima domanda che mi viene in mente è: ma quell’allenamento (cosi come gli altri) chi te lo ha fatto fare? Nel senso, ti programmi da solo/a, usi un criterio logico misurato sulle tue capacità? Hai fatto una programmazione?

Cominciamo con il dire che con un allenamento saltato, coniato con il metodo fai da te, spesso, ti fai più bene che male.

Effetto Dunning-Kruger

Come per ciò che si crede di sapere (vedi effetto Dunning-Kruger..), si tendono a sopravvalutare anche le proprie capacità. Se poi si aggiunge che per moda, per esempio nella corsa, o fai la maratona o ancor peggio le ultra maratone o altre aberrazioni tipo correre in sovrappeso per 24 ore consecutive o non sei nessuno il quadro è completo. (Nota personale: ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma la fisica, la fisiologia, la biologia e la biochimica non sono un parere, sono fatti legati alla legge elementare del causa-effetto. Percorrenze e distanze cosi lunghe logorano tendini legamenti e cartilagini. Sopratutto se fatti in sovrappeso. Non a caso su facebook un post su due è richiesta di soccorso per infortuni, io ve l’ho detto. Esistono anche 5 Km di corsa o 10K. La sfida e correrli sempre più forte e non è una passeggiata.)

Allenamento saltato o programmare una pausa?

Allenamento saltato vuol dire in realtà inserire un giorno di riposo o di recupero. Parrà strano ma il nostro corpo, il nostro organismo, lancia dei messaggi molto precisi e spesso la stanchezza è sinonimo di recupero imparziale.

Sovra allenamento

Vien da sè che allenarsi più del dovuto porti a un deficit di prestazioni nel tempo. Non certo a un miglioramento. Ciò che viene definito sovrallenamento. (Vedi i principi dei tempi di recupero e il concetto di sueprcompensazione).

Spesso serve una supercompensazione aggiuntiva che si chiama termine di  mesociclo che può variare dal mese ai 4 mesi grossomodo.

Sei un amatore o un professionista ?

Se si è amatori sarebbe doveroso ricordare che è meglio adottare comportamenti conservativi in tutti gli sport (corsa, nuoto, bici, triathlon, pesistica etc…) se si vuole proseguire con la propria attività negli anni . “Se non ce la fai ora come pensi di continuare così, magari per tutta la vita” ?

Tutto – niente

Di solito segue l’abbandono. “Non ce la faccio troppo impegnativo” cosi si passa da un tutto, spesso senza senso, a un nulla che ne ha ancor meno.

Sei piccoli consigli

Pertanto:

  1. Stendi un programma stagionale di massima cercando di monitorare gli obbiettivi e di testarli magari cercando di fare il minimo anzichè il massimo.
  2. Confronta i dati. Oggi c’è di tutto per monitorare i tuoi allenamenti. Tieni un diario, vai a vedere cosa facevi o se con ciò che fai hai un reale beneficio.
  3. Se sei stanco, salta e verifica se quando ricominci ti senti più fresco. Il giorno in cui salti pensa che il tuo corpo sta recuperando, per cui è la miglior cosa che puoi fare per te e per lui.
  4. Se sei stanco e salti un allenamento fai un bene a te e probabilmente anche a quelli che ti stanno accanto. La vita è fatta di tempo e il tempo è uno e non torna più.
  5. Nuovamente sui sensi di colpa. Dal momento che saltare equivale a migliorare (e lo vedi dal diario), questo momento, da senso di colpa, si trasformerà in momento di gioia.
  6. Quello che noi chiamiamo saltare, in realtà, in gergo tecnico, viene chiamato giorno di riposo. Può essere programmato, meglio sarebbe se lo fosse o per noi amatori “catturato” al momento del bisogno.

Abbiamo dedicato molto al tema dell’allenamento

Categoria: Allenamento


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