so o credo di sapere è giusto o sbagliato fa bene o fa male

Avrete sentito sicuramente questa affermazione:

Non è la fame ma l’ignoranza che uccide“.

Nulla di più vero.

Le tre variabili che governano tutto

Ho isolato tre variabili che definiscono le “modalità” dell’avere anche come sinonimo dell’essere del nostro periodo storico.
Quando si parla di avere si pensa spesso a qualcosa di materiale, ma la vera ricchezza, oggi, è avere in termini di opportunità, scelte, servizi, benessere, qualità della vita, tempo.

Tempo

Vuoi metterti a dieta ma non sai da dove iniziare. Se hai tempo e non hai ne fiducia in qualcuno che ti possa aiutare ne danaro per pagare il consulto di un professionista, inizi a studiare (internet, libri), quindi spendi il tuo tempo. Questa scelta prevede che il risultato arrivi “in la”, nel tempo, anche di mesi o anni o/e che non ci si arrivi affatto, per complessità, mancanza di comprensione, mala interpretazione etc…

Danaro

Se non hai tempo puoi usare il danaro per comperare prodotti o conoscenze altrui ma in questo caso entra in gioco la fiducia. Acquistare non basta, bisogna sapere cosasopratutto al giorno d’oggi, con eccesso di offerta poco qualificata e certificata, rispetto alla domanda che porta con se prezzi sempre più vantaggiosi con qualità sempre più scadente.

Fiducia

Fidarsi di una persona fidata o di un prodotto vuol dire ottenere il risultato quando serve, spesso risparmiando sia tempo che danaro, al contrario si rischia di vanificare tutto e sprecare sia tempo che danaro senza aver raggiunto il risultato (nulla di peggio).

“Risparmio non è guadagno” – Cit.1
“Chi meno spende più spende” – Cit.2

L’informazione corretta è vita.

L’ho sperimentato anche e direttamente sulla mia pelle a causa di un Melanoma metastatico, una forma tumorale che mediamente uccide entro un anno dalla diagnosi.

Perché vi dico questo? Forse perchè ho avuto la conferma estrema della veridicità del spracitato concetto. Perché questo evento è stato il tassello finale, la spinta a convincermi di poter proporre tutta la conoscenza acquisita negli anni sommata a quest’ultima grossa accelerazione causata dalla patologia.
Conioscenza
che si alimenta in continuo e che non si è mia fermata ce potete vedere aggiornata nella mia biografia.

Il momento in cui “ci si sente pronti”

La parola metastasi un tempo mi terrorizzava; tutto ciò che non si conosce spaventa, spesso lo si rifiuta, si mette “la testa sotto la sabbia”, purtroppo cosi facendo non si risolve nulla, anzi…

Mi sono tuffato in studi, letture e confronti, come ho accennato nella bibliografia (approfondirò questo aspetto) che mi ha portato oggi a prendere maggior coscienza di ciò che sono, voglio e vorrò essere.

Mai nulla avviene per caso (forse)

Come alle volte accade nella vita… spesso… forse… nulla avviene per caso.

E peggio non sapere o credere di sapere?

Morale: ho imparato tantissimo, sopratutto che molte cose che credevo di sapere erano false  :-(, questo è un male che oggi ma forse anche un tempo dilaga, mai come oggi dobbiamo verificare attentamente la veridicità delle informazioni persino da “gente che scrive libbri”.

Mettersi sempre in discussione collettare i dati

Cosi ho sgomberato il campo andando a verificare e ri-verificare tutto e rimettendo in discussione tutto.  (Ho portato a casa la pelle, ci ho messo del mio? Forse, io ne sono convinto).

Ripulito da molte credenze popolari non ho fatto altro che rinforzare la conoscenza che da anni avevo accumulato riguardanti lo sport l’alimentazione eliminando vecchie credenze appunto ed inserendo i risultati dei nuovi studi.

Tutto collegato

Malattiasalutealimentazionesportstile di vita sono tutte facce di una stessa medaglia.

Come già accennato stò studiando anche per titolare il più possibile la conoscenza acquisita, non smetterò mai di studiare.

Il Personal Trainer (vero)

Per esercitare la professione di Personal Trainer questi titoli, almeno legalmente, in Italia, non servono. Moralmente e professionalmente è giusto corretto e aggiungerei doveroso dare una certificazione).

“Noi”, dal canto nostro, mi/ci “limitiamo” a riportare quanto scoperto da altri (non siamo ricercatori) dopo averlo verificato confrontato se possibile sperimentato su noi stessi e su altri che di propria iniziativa siano disposti a verificare.

E’ pertanto doveroso chiarire che ogni informazione contenuta su questo portale ha carattere esclusivamente divulgativo e non si vuole sostituire a pareri o diagnosi formulate da diversi professionisti siano essi medici, dottori etc…


Cosa si sa, cosa si crede di sapere, giusto o sbagliato, vero o falso, fa bene o fa male

Non avrei mai pensato a 45 anni di dover rimettere in discussione quasi TUTTO quanto pensavo di credere e conoscere come vero e giusto.
L’ho dovuto fare e quando, dopo sei mesi di studi a 16 ore al giorno credevo di aver trovato la “nuova verità” nuovamente è crollato tutto.
Due mazzate di cosi grande portata sia in termini quantitativi che qualitativi in cosi poco tempo vi posso assicurare, con una condanna a morte di li a pochi mesi, qualora non avessi trovato le giuste risposte, ammesso che queste risposte vi fossero state, sono qualcosa di difficilmente spiegabile.
Tutt’ora stento a crederci e devo dire che il cervello ( buon per lui ma forse anche no ) ha rimosso e sta rimuovendo gran parte di quei ricordi, di quelle sensazioni e di quello stato d’animo rassegnato ma combattivo.
Giust’ora, scrivendo, mi riaffiorano ricordi.
Sarebbe giusto non dimenticare mai per capire ogni giorno che festa sia solo potersi svegliare ed essere sani.
Da informatico posso dire con certezza che fino a che non vengono analizzate TUTTE le variabili non si potrà mai dare una risposta definitiva ma soltanto una riposta parziale ad ogni sistema complesso e stò parlando non delle variabili analizzate ma di tutte quelle che entrano in gioco.
Tutto quanto non ti uccide ti fortifica, è vero. Se non altro ho capito cosa realmente so e in che misura o con che margine di errore e soprattutto che ogni cosa può essere valida solo all’interno di certi ambiti e/o contesti.”