Asola, anno 2019, 21 anni dal primo triathlon sprint (1999), un unico gesto, mille cambiamenti ancora in divenire.

Asola 2019: Corsa

Migliorata la corsa in assoluto (la mia seconda anima, quella informatica, mi fa perdere in calcoli di ogni tipo che andrò a presentare…). La corsa è il mio cruccio ed è ciò che maggiormente curo. Ho dedicato più attenzione anche al “contorno” (scelta delle scarpe, tecnica respiratoria, tecnica in generale oltre al già noto peso corporeo ancora lontano dal valore che dovrebbe avere e che sappiamo giocare un ruolo fondamentale).

Asola 2019: Triathlon

Fatto il Personal Best sulla distanza triathlon sprint sotto l’ora e dieci minuti: 1h.09′. 50″ (quando dico che ogni secondo è importante…) il che mi porta ad essere, rispetto alla classifica generale, 98 esimo su 284 partecipanti (al 35% della classifica). Ho curato molto il “divenire”, ovvero il durante gara, cercando di tenere a bada l’emotività e ritmando la respirazione durante tutte le fasi della gara stessa. Sopratutto prima del cambio di disciplina.

Perché preferisco la corta distanza ?

Non me ne vogliano gli “Ironman” o gli amanti delle lunghe distanze (triathlon medio, triathlon lungo o lo steso triathlon olimpico del quale tratterò a parte) ma per me il triathlon sprint è la più bella distanza per competere nella multi disciplina in equilibrio fra forza, resistenza e velocità oltre ad una gran attenzione per la tecnica e la tattica.

E’ più facile da preparare se lo si vuol fare senza avere mezze giornate da dedicare all’allenamento e richiede comunque un allenamento molto intenso, voluminoso, vario e sopratutto ben bilanciato se lo si vuole fare al meglio.

E’ meno impattante su articolazioni, tendini e cartilagini. Nonostante la sollecitazione sia maggiore, la stessa permane per minor tempo. L’usura è causata più da logoramento che da trauma.

Serve una ottima dose di resistenza ma sopratutto di velocità. Servirà forza resistente sia per il nuoto che per la bicicletta, velocità e leggerezza perla corsa.

Il nuoto nel triathlon sprint

Il nuoto dovrà essere estremamente tecnico sopratutto se nuotato in piscina (comprese le virate). Avvicinandosi come stile a quello dei nuotatori puri (dove, quando e se possibile). 750m sono 15 vasche da 50 metri. Io le divido in tre blocchi da 5. E’ importante partire appena si sente lo start, nel triathlon sprint ogni secondo è prezioso. E’ assolutamente indispensabile accordarsi con i compagni di batteria, normalmente si è 8 o 9 per corsia). Una buona scia permette di risparmiare parecchi secondi (10/20/30). Al contrario una fase di sorpasso può costare molta energia. Ricordo che la resistenza dell’acqua aumenta in misura cubica all’aumentare della velocità. Mi è capitato spesso di subire un sorpasso e poi di poter o dover a mia volta sorpassare nuovamente senza il minimo sforzo. Normalmente adotto questa regola: se vado poco più veloce di chi mi precede gli tengo la scia, anche perché normalmente tendo a perdere freschezza col passare delle vasche. Se invece è più marcata la differenza prendo una vasca intera per il sorpasso che avviene appaiati al muretto.

La bicicletta nel triathlon sprint

La bicicletta dipenderà se la gara è in pianura o meno. Nel primo caso è assolutamente importante lavorare di tecnica e di tattica ancor più che di muscoli. Appena si sale in sella è importante prendere velocità e raggiungere il primo gruppo o organizzare gruppetti per raggiungere gruppi vicini. Di solito è una fase che dura uno, due chilometri. Dopo di che è possibile recuperare e allacciarsi le scarpe! D’ora in avanti è importante tenere il gruppo facendo attenzione ai frazionamenti. Proprio ad Asola, quest’anno 2019, il mio gruppo si è spezzato in due. Appena ho visto il “buco” sono partito per recuperare il gruppo che se ne stava andando. Perdere un gruppo può costare minuti! Durante i cambi è importante non tirare al massimo ma tenere sempre una piccola riserva qualora parte del gruppo acceleri. Un esempio è aver tirato prima di una inversione ad U. Si arriva stanchi, il gruppo svolta e rilancia la velocità e non si riesce a restare agganciati. Il posizionamento prima delle inversioni o curve strette è, se possibile, a metà gruppo. All’arrivo strategia inversa. Le scarpe si aprono quando mancano pochi metri e si cerca di stare il più avanti possibile per evitare il traffico. Io scendo “alla bersagliera” (entrambe le gambe sul lato della bici un piede sulla scarpa l’altro pronto per andare a terra pochi cm prima della dismount line senza soluzione di continuità (Quanto mi piace sto termine ahahahahah).

La corsa nel triathlon sprint

La corsa è la più semplice, si va alla propria andatura! Non si deve partire troppo forte anche perchè la sensazione dopo la bici è quella di essere a 4′ al km e credere di correre a 5′ e 30″. La propria andatura sui 5km sarebbe buona cosa conoscerla facendo un test. Se si ha un buon allenamento i 5 km di gara sono grossomodo gli stessi di quelli del test 5″/Km in meno o, più facilmente, in più.

Le transizioni nel triathlon sprint

Per quanto riguarda le transizioni vale la pena ricordare che nel triathlon sprint sono importantissime, pesano per circa un 5% sul computo totale con differenze assolute anche di 30″ – 1′ (dieci venti posizioni assolute). Essendo una delle fasi della gara a me più cara sia per divertimento che per studio tecnico tattico ho dedicato a loro un articolo a parte: Le transizioni nel triathlon

se non lo hai ancora fatto ti consiglio di leggere: Allenamento semplice Triathlon sprint



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