Si può correre con l’alluce valgo? Certo che si, anche se, a volte fa veramente male. Vi racconto la mia esperienza e come ho, in parte, risolto.

Correre con l’alluce valgo, anche se lieve e appena accennato può essere molto doloroso.

Da circa un anno, il leggero valgismo che ho ai piedi è leggermente aumentato sul piede sinistro.

Ho 52 anni, mi hanno detto che questo tipo di patologia è abbastanza fisiologica. Non è il valgismo un problema per grave per fortuna ma ha cominciato a farmi male, quindi dovevo trovare un rimedio.

Le cause dell’alluce valgo

La prima cosa che ho fatto quando ho notato che i miei piedi mostravano segni di valgismo è stato di andare da un podologo specializzato nella “meccanica” del piede. Viste le radiografie e analizzata la posizione del piede la diagnosi è stata che i miei piedi (il sinistro in particolare) presentano un disassamento che porta a caricare il peso verso l’esterno scaricando l’alluce. L’alluce, così sgravato dal carico e complice anche la conformazione delle dita, tende a piegarsi verso l’interno.

Il fatto che io correndo sia una cosiddetta “supinatrice”, ossia carico l’esterno del piede, è un ulteriore riscontro alla diagnosi fatta.

I rimedi per l’alluce valgo

I rimedi per l’alluce valgo sono quasi tutti molto invasivi. Qualsiasi ortopedico, in base alla gravità dell’alluce valgo, proporrà l’intervento chirurgico. Una qualsiasi ricerca in rete riporta tempi di convalescenza / ripresa di molti mesi.

Chiedendo consigli a chi ha già questo problema, scartando operazioni chirurgiche e altre soluzioni più o meno invasive (come i plantari), decido di provare un semplicissimo spessore in silicone da inserire tra l’alluce e il secondo dito.

L’ho preso in farmacia a poco meno di 6 euro.

E’ sicuramente un sistema molto “rudimentale” ma, nel mio caso, si è dimostrato efficace nel mantenere diritto l’alluce. Oltre a questo, ho cercato di concentrarmi sulla postura durante la corsa, controllando la posizione del mio piede ogni volta che uscivo a correre.

Il trattamento del dolore

Il mio rimedio rudimentale ha funzionato egregiamente per un anno. Poi un giorno, probabilmente per effetto della sovrapposizione degli effetti (allenamenti di corsa in salita, scarpe da corsa ultraleggere e terreno sconnesso) ho cominciato ad avere delle fitte lancinanti sul lato esterno dell’alluce non appena indossavo le scarpe da corsa. La cosa non cambiava anche cambiando tipo di scarpe da corsa.

Si era infiammato il tendine laterale dell’alluce.

Dopo qualche km di corsa di riscaldamento, effettivamente l’alluce mi faceva meno male pur restando comunque doloroso.

Ho cominciato a preoccuparmi perché un mese dopo avrei avuto come gara la mezza maratona di Verona.

Pensando potesse essere temporaneo propendo per un antidolorifico (io sono assolutamente contraria agli antidolorifici perché sono del parere che se ho male mi devo fermare e lasciare tempo al corpo di sistemarsi).

L’antidolorifico non fa effetto perché a fare male è il tendine laterale dell’alluce valgo che essendo poco irrorato di sangue non viene interessato dall’azione del farmaco.

Su consiglio del farmacista propendo per una pomata anestetica (ho scoperto che i cerotti li danno solo sotto prescrizione medica): mi dà una pomata che normalmente si usa per le emorroidi. Messa un’ora prima di correre qualcosa fa. Nel senso che sento un fastidio localizzato ma almeno non le fitte lancinanti.

Però non risolve. Inoltre, dopo un’ora e mezza circa perde il suo effetto.

Decido di provare ad andare da un fisioterapista.

Così faccio un primo trattamento di tecar e onde d’urto.

Poi un secondo di onde d’urto e un po’ di tecar.

Dopo il terzo, con trattamento a onde d’urto e un’applicazione di ipertermia, il problema è definitivamente risolto! Quasi non ci credo.

Magari si potrà ripresentare in seguito a forti carichi (in km o in dislivello) ma per ora, a distanza di tre mesi correre con l’alluce valgo non mi dà alcun problema.

Quindi consiglio a chi ha questo problema, di non sottovalutare il dolore ma di rivolgersi a uno specialista. Perché, a volte, un semplice ciclo di trattamenti di onde d’urto e/o tecar possono risolvere.

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Dott. Enrico Roncada

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