Cos’è il bio? Per Bio intendiamo una forma di Agricoltura, per l’appunto Agricoltura Biologica, ove si tende a valorizzare e massimizzare le naturali sinergie della biodiversità sia animale che vegetale al fine di ottenere prodotti alimentari più salubri ed ecosostenibili.

Il bio non contempla nessuna forma di OGM (organismi modificati geneticamente) nè l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi.

Vantaggi

come già accennato i vantaggi del Bio o Biologico sono molteplici:

1. Prodotti più salubri per il consumatore
2. Ecosostenibilità (salvaguarda dell’ambiente)

Normativa

Cultura biologica

La CEE ha emanato nel 1991 il Regolamento CEE n. 2092, sostituito successivamente dai Reg. CE 834/07 e 889/08. Al fine di normare produzione, commercializzazione e controllo.

A partire da luglio 2010 – Reg. UE n. 271/2010) il nuovo marchio UE in etichetta per i prodotti di origine comunitaria diviene il seguente ( Euro-leaf) per poter identificare con velocità e certezza i prodotti BIO:

Logo Bio Europeo ( Euro-leaf ) – a partire da luglio 2010 – Reg. UE n. 271/2010) il nuovo marchio UE in etichetta per i prodotti di origine comunitaria

La condizione per avere la certificazione è:
1. almeno il 95% degli ingredienti agricoli sono stati prodotti con metodo biologico. Solo in questo caso può comparire la parola “biologico” o una sua abbreviazione nella denominazione di vendita del prodotto
2. il prodotto è conforme alle regole del sistema di controllo e certificazione, approvato da ogni singolo Stato membro.
3. il prodotto proviene direttamente dal produttore (se sfuso) o è preparato in una confezione sigillata
4. il prodotto porta il nome del produttore, del preparatore o del venditore ed il numero del codice dell’Organismo di Certificazione che ha effettuato il controllo prima dell’immissione in vendita.

Allevamento Bio (Biologico)

Il Regolamento CE 1804/99 definisce biologico l’allevamento che prevede che l’alimentazione animale debba essere realizzata con prodotti vegetali derivanti da un sistema di produzione biologico, preferibilmente realizzati nella stessa azienda o in altre limitrofe.
Regolamenta anche spazi e modalità “vitali” degli animali affini ai loro bisogni naturali siano essi all’aperto o in stalla, compreso il trasporto il carico e lo scarico, abbattimento e macellazione su linee separate rispetto agli allevamenti non biologici. Preferenza a razze autoctone con alimentazione a loro affine. Sono vietati stimolatori di crescita o stimolatori dell’appetito sintetici, conservanti e coloranti, urea, sottoprodotti animali (es. residui di macello o farine di pesce), OGM, alimenti addizionati di agenti chimici in genere; vitamine sintetiche.

Come si coltiva Bio (biologico)?

1. Rotazione delle colture (al fine di non impoverire e sfruttare i terreni ma al contrario renderli naturalmente più fertili impedendo al contempo ai parassiti di proliferare)
2. Piantumazione di siepi ed alberi (ricreando il paesaggio offrono ospitalità ai predatori naturali dei parassiti e fungono da barriera fisica a possibili inquinamenti esterni).
3. Consociazione (coltivazione contemporanea di piante diverse, l’una sgradita ai parassiti dell’altra).

E’ possibile usare sistemi naturali per combattere parassiti di natura vegetale minerale o animale contenute in una lista detta lista positiva.

Proprietà nutrizionali

Sebbene ad oggi numerosi studi scientifici non abbiano evidenziato differenze per quanto riguarda le proprietà nutrizionali va sottolineata l’enorme difficoltà nell’isolare e collegare patologie con alimentazione. Pertanto è presumibilmente corretto pensare e affermare che a parità di proprietà nutrizionali il prodotto Bio sia più salubre.

Nuovi attori del BIO

Sono sicuramente sinergici la filiera corta e nuove forme di commercializzazione dove produttori e consumatori sono strettamente legati quali ad esempio i GAS (Gruppi di acquisto Solidali) di cui parleremo più avanti a cui si affianca la Green Public Procurement (GPP), ovvero degli Acquisti Verdi della Pubblica Amministrazione.

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